Archivio della Categoria 'Cinismi'

Massì, va’, semplifichiamo

Giovedì 25 Settembre 2008

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Se riesco bene a decodificare articoli di giornale piuttosto confusi, pare che un professore di scuola superiore obbligasse degli studenti ad andare a lezioni private da lui, li obbligasse a fargli dei regali e si rivalesse sugli studenti per beghe con i genitori minacciandoli in vari modi, fra cui la bocciatura. Si è preso una denuncia, e al termine dell’iter processuale risulta condannato per minacce aggravate.
I giornali titolano cose tipo: Scuola: minacciare la bocciatura è reato o Reato minacciare la bocciatura o Scuola, minacciare bocciatura è reato (insomma, titolano tutti allo stesso modo) e organizzano forum per discutere se sia giusto o sbagliato dire gli allievi che rischiano di non superare l’anno.

Partito Deportatico

Venerdì 16 Maggio 2008

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Solidarietà sociale

Martedì 8 Maggio 2007

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In Israele un motociclista è morto investito da un camion; nessuna della auto che passavano per quella strada si è fermata a soccorrerlo.

In Italia, sarebbe andata diversamente: sarebbero scesi tutti a fare le foto col telefonino.

Come si legge il giornale

Sabato 17 Febbraio 2007

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Non credo a una parola di quello che leggo sui giornali, e ho sviluppato qualche tecnica per cercare di ricostruire come sono andate davvero le cose, anche se, come mi insegnano i miei pur non approfonditi quanto vorrei trascorsi di filologia neotestamentaria, non è sempre facile. Una tecnica è quella di disegnare scenari alternativi a quelli che i giornali presentano.
Per esempio, la storia della supplente erotomane, che ormai è passata in cavalleria. A questo proposito, su quel fatto allora non avevo scritto nulla. Trovavo tuttavia interessante come tutti avessero una propria opinione, che sostanzialmente riprendeva quella dei giornali, e che a sua volta era una semplice opinione basata sulla voce di una parte sola, e anzi neppure quella (a questo proposito, ho appena finito di leggere il bel libro di Travaglio) ; invece, è buona norma tentare di togliere tutte le sovrastrutture di un articolo giornalistico per disegnare scenari costituiti da fatti. Per esempio, nel caso specifico si potevano disegnare due scenari:

a) C’è una supplente arrapata, che non è capace di aspettare il pomeriggio per soddisfarsi. No. La cattedra la eccita, vuole farlo proprio lì, con il rischio che entri il preside, una collega, il bidello, gli studenti, ecc. Allora dice a ben tre allievi: dài, facciamolo qui, tutti insieme, che bello! . Alla fine gli allievi si vantano con tutto il paese della bella occasione che è capitata loro.
b) C’è una supplente di provincia piuttosto debole e timida, che si trova di fronte tre bulletti che decidono di farle la festa. Allora si mettono d’accordo e le dicono: adesso tu, qui, sùbito, ci fai questo, questo e quello, altrimenti noi andiamo in giro a dire che tu ci hai fatto questo, questo e quello, e siccome siamo tre minorenni e tu la prof. la nostra parola contro la tua è sufficiente a rovinarti, e comunque anche se ci sgamassero alla fine (anacronismo) finiresti lo stesso sotto inchiesta tu. Alla fine i tre allievi si vantano con tutto il paese della bella occasione che è capitata loro.
Mettendo a confronto gli scenari, ero, e sono arrivato alla conclusione che lo scenario b sia più ragionevole, soprattutto visto l’andazzo dei video su youtube, che pare deporre in favore della maggiore frequenza dell’ipotesi b; l’ipotesi a mi sembrava del tutto inverosimile, perché il rapporto costi-benefici mi pareva tendente a infinito(che cosa impedisce alla prof. pedofila di vedere i suoi mini-drudi nel pomeriggio placidamente a casa sua, invece di rischiare così tanto a scuola?); ma l’ipotesi a è più succosa, evoca i B-movie degli anni ‘70, solletica le nostre fantasie adolescenziali (come sottolinea questo articolo raffinato) e infatti i dubbi sono venuti a pochi (a qualcuno sì, ma confinati sui newsgroup, che non contribuiscono molto alla formazione del pensiero mainstream), e non ho sentito assolutamente nessuno, compresi insegnanti di lungo corso, e questo la dice lunga sulla professionalità della categoria, che nel commentare la vicenda non si sia lasciato andare a battute pecorecce. In questo, i giornali fanno il loro lavoro, che è adattare i fatti alle opinioni che ai lettori piace sentirsi dire. Psicologicamente, è interessante il meccanismo con cui questo accade. Una notizia si adatta al frame mentale costruito dai nostri pregiudizi o comunque dall’immaginario mediatico costruito fin dall’adolescenza, e quindi la accettiamo mettendo in ombra le evidenti discrepanze logiche che essa comporta.
Fissato il principio, si può proporre qualche esercizio di analisi. Per esempio, su Repubblica di oggi si legge:

“Una tredicenne costretta ad abortire”.

lo scenario a, quello sottinteso dal giornale, è: una tredicenne resta incinta, non vorrebbe abortire, ma i genitori e il tribunale dei minori la obbligano a farlo. Essa viene dunque legata, incaprettata e imbavagliata con la maschera di Hannibal Lecter. Portata di peso su un lettino ginecologico. Continua a urlare, ma niente, il chirurgo la tiene ferma, l’anestesista le pianta un ago nelle vene, e quando si sveglia è tutto finito.

Lo scenario b lo lascio a chi legge.

[update] qualcuno lo ha messo per iscritto: http://fainotizia.radioradicale.it/2007/02/18/13-anni-costretta-ad-abortire-dal-tribunale-tutto-falso

Bene, allora datevi da fare con lo scenario c.

Il giorno della… della… boh, mi verrà in mente

Giovedì 25 Gennaio 2007

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In una discussione in altre sedi telematiche, un insegnante chiede che film far vedere ai suoi allievi durante il Giorno della Memoria; e arrivano i suggerimenti: Schindler’s List, La vita è bella, Train de Vie, L’amico ritrovato, Il Pianista

Ma che cavolo, è il Giorno della Memoria o il Festival di Cannes? Un documentario. Fagli vedere un documentario. Che la ggente già non capisce che Il Codice da Vinci è un romanzo, pensa che Commodo sia morto combattendo col Gladiatore e mi stupisco che non ci sia più ggente che dopo aver visto Superman si è buttata dalla finestra pensando di potere volare. Memoria>non dimenticare>rinfrescarsi le immagini di quello che è successo>documentario. Semplice. Magari le immagini fanno un po’ impressione, non proprio come vedere recitare Nicoletta Braschi, ma un po’ sì. Pazienza.
E se invece trovi che la Shoah sia noiosa, e vuoi fargli vedere Benigni, almeno fagli vedere Johnny Stecchino, che è un capolavoro, non quell’arruffianata fatta per accalappiare i gonzi.

Cheap accomodations

Martedì 28 Novembre 2006

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Idee budget per un soggiorno a Venezia:

Cipriani, suite Palladio, 8300 euri/notte; Gritti Palace, suite Hemingway, 4200;  Danieli, suite del Doge, 3650; The Westin Excelsior Venice Lido Resort, 3500.

Se siete proprio morti di fame, Ca’ Pisani, 550; Locanda Charming House DD 724 Hotel, 420.

(fonte: Leggo)

Chiamatemi Mazzarò

Sabato 25 Novembre 2006

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Oggi sono andato a fare la spesa al Conad (qualche anno fa, quando c’era “Cuore”, un incipit così sarebbe finito sùbito nella rubrica “Chi se ne frega”). Ad attendermi al varco del girello-passaggio carrello c’erano ben tre quarterback della “Colletta alimentare“, pronti a placcarmi con la domanda retoricamente impostata:

“Oh, Lei non prende il sacchetto della Colletta?” (sottotesto: non sarai così stronzo da non offrire neanche una scatoletta di tonno)
All’uscita, deposito carrelli, ce n’erano altri tre in posizione di placcaggio:

“Oh, vuole contribuire alla Colletta alimentare?” (sottotesto: allora, ’sta scatoletta di tonno?)
Io: “No, mi dispiace”.

Sottotesto:

1) Sì, un po’ stronzo lo sono.

2) Allorché non lo sono, seguo la massima di quello là a proposito dei sepolcri imbiancati.

3) Non ho ben capìto perché dovete raccogliere merci e non potete direttamente dare dei soldi alla gente, come non ho mai capìto le madame della collina che magari sono avvocati stimati e si mettono per tre ore davanti alle chiese a vendere le torte fatte con le loro manine per i poveri della parrocchia, mentre potrebbero vantaggiosamente devolvere ai poveri medesimi i proventi di tre ore di attività professionale (o almeno pagarci le tasse). Vi pregherei di notare peraltro che con i soldi di una scatoletta di tonno al Conad potete comprare una balena liofilizzata all’ingrosso (vedi post scriptum).
4) Non ho capìto come si deve fare per accedere alla distribuzione della cuccagna, avendone bisogno. Il vostro manifestino non dice dove finiscono le cose che io dovrei darvi e non ho voglia di ingaggiare Tom Ponzi per saperlo.
5) Non ho capìto se il supermercato dove sto comprando rinuncia al guadagno sulla parte della spesa che io compro infilandola nel sacchetto giallo; in caso negativo, di fare beneficenza al CONAD sinceramente ho poca intenzione.

6) Non sopporto quelli che cercano di manipolarmi (a proposito, questo è un bel libro)

7) In particolare, non sopporto le manipolazioni sostenute mediaticamente, da Telethon a Trenta ore per il Tricheco.

8) Non sopporto né gli insegnanti che passano nelle classi interrompendo le lezioni a chiedere “allora, ci sono dei volontari per la tale iniziativa benefica?” né gli allievi che chiedono “quanti crediti dà?”.
9) Mi avete rotto voi, Telethon suddetta, quelli che “scusa posso farti una domanda?”, quelli che “buongiorno, siamo del Gas, per risparmiare sulla bolletta”, quelli che “hai qualcosa contro gli ex-tossicodipendenti”, quelli che ti mandano la mail per aiutare il bambino leucemico morto quindici anni fa, quelli che mandano avanti l’appello, quelli dell’adozione a distanza con meno di un caffè al giorno, quelli che il caffè deve essere equo e solidale ma tanto io non lo bevo più perché i soldi li metto nell’adozione a distanza.

Basta. sto maturando la convinzione che se tutti torneremo a farci ufficialmente i cazzi nostri, e quando ci sarà però da non girare la testa dall’altra parte quando menano un autistico, quando uno sul tram grida aiuto, quando un amico ne ha bisogno, lo faremo, il mondo sarà migliore. Credo che questa esplosione di solidarietà mediatica serva solo a coprire un vuoto desolante e ipocrita che si insegna fin dalla scuola elementare; credo inoltre che determini una sorta di funzione catartica per cui aumenta e si gonfia a dismisura in modo direttamente proporzionale alla perdita di solidarietà vera, appagando in modo artificiale e illusorio la necessità che abbiamo di sentirci buoni in modo del tutto virtuale, come una sorta di paradiso artificiale del senso etico, un po’ come accade a quelli che passano più tempo su Second Life che nella vita reale. e che solo l’egoismo sia in grado di salvare l’umanità e ristabilire la decenza. Dalle cose che scrivo si vede forse che per me Gaber è stato come un padre, ma posso anche chiudere del collaudato Verga. Roba mia, roba mia, vientene mia con me.

P. S. Al Conad ho comprato due pacchetti di pannolini, uno yogurt, un litro di latte, mezzo chilo di pasta. 21 euro.

P. P. S. Alla fine non mi sono comprato il tonno; se qualcuno ha una scatoletta che gli cresce…

P. P. P. S. Dalla black list escludo: a) i marocchini davanti all’Università, che sono seri professionisti dotati di molta ironia, e lo spettacolo va pagato; b) qualche anziano barbone alla stazione, perché mi fanno pena dal giorno che ho visto buttare fuori a metà dicembre una vecchietta dalla sala d’aspetto della Stazione. Lì intervengo anche se non sollecitato, e non me ne frega niente se poi quando il barbone suddetto muore a volte gli trovano il materasso imbottito di verdoni. L’importante è che sono io che ho deciso di dargli i soldi e non qualche società per azioni della bontà e del senso di colpa.

Piano dell’Offerta Formativa

Martedì 14 Novembre 2006

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Dal POF della scuola che Repubblica indica come teatro della vicenda del disabile pestato con la complicità di un’intera classe (peccato che abbiano tolto il video da Google; si poteva montare in sovraimpressione):
“La lezione in classe si integra con l’esperienza diretta”.

“Una formazione dei nostri studenti che non sia né astratta, né semplice addestramento, ma formazione della personalità, educazione del cittadino”.
“Educazione alla cittadinanza democratica di un individuo cosciente dei propri diritti e doveri”.

“Attenzione ai bisogni individuali degli studenti, ai problemi del recupero, dell’eccellenza e del diversamente abile, anche con l’attivazione di percorsi personalizzati” .

E tutto ISO 9001, mica cazzi.

Di lotta e di governo

Sabato 4 Novembre 2006

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Oggi il Governo andrà in piazza per protestare contro il Governo.

C’era una volta la lotta di classe

Domenica 17 Settembre 2006

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Ho scoperto adesso che, se si va sul sito de L’Unità, la maggior parte dei banner caricati viene dal Sole 24 ore.