Archivio della Categoria 'Mondi virtuali'

Coreuticità (crosspost)

Venerdì 12 Giugno 2009

scuola.jpeg

Nota: questo è un ris-post; prima, leggi qui.

Caro .mau.,

stavo rispondendo sul tuo blog, poi ho visto che la cosa diventava troppo lunga e ho dirottato sul mio. Riassumendo, tu chiedi:

1) la riforma approvata oggi non è più o meno quella di Berlinguer?

2) Che senso ha l’insegnamento in quinta di una disciplina in lingua straniera?

3) Che senso ha fare licei scientifici senza latino?

4) Ma ’sto liceo coreutico?

Ti rispondo, per quanto posso.

1) la riforma approvata oggi non è più o meno quella di Berlinguer?

No, la riforma approvata oggi va (per fortuna) in senso profondamente diverso rispetto alla riforma Berlinguer. Il  Capolista al Nordest aveva messo in cantiere un processo di riforma tale che avrebbe modificato profondissimamente, in peggio, il sistema scolastico: pressoché totale distruzione delle discipline classiche-classiste, sostituzione dello studio della letteratura con cose tipo “orientamento nella produzione libraria”, enfasi sul “pratico” e sulla “manualità” che ancora si vede nelle parole di commento di Mariangela Bastico, ossessione per le “nuove tecnologie” evocate in termini sokaliani. Contro questo progetto nacque una ricchissima pamplettistica, fra la quale segnalo Segmenti e bastoncini, scritto da un matematico, Lucio Russo, e aggiornato un paio d’anni fa (non ho letto l’ultima versione). Fortunatamente il Capolista al Nordest cadde per ragioni secondarie (voleva legare la progressione di carriera al superamento di un quiz a crocette sul didattichese, ne nacque una rivolta sindacale sia da chi riteneva vergognosa una selezione di questo tipo, sia da parte di chi rifiutava per principio ogni possibilità di differenziazione tra docenti e lo rimpastarono con il povero De Mauro, che ancora credo se la sogni di notte).

Quella di questi giorni non è una “riforma”;  più che altro fotografa una situazione esistente. Mantiene i due licei tradizionali, Classico e Scientifico, con qualche modifica di orario, rinomina lo Psicopedagogico (ex magistrale) in “Liceo delle scienze sociali”, sega (e fa bene) le centinaia di sperimentazioni esistenti lasciandone in piedi tre: il Liceo Scientifico Tecnologico, il Liceo Coreutico e Musicale. Dico che fa bene, perché secondo me in Italia le sperimentazioni dovrebbero essere vietate. Per sperimentazione, infatti, intendo la cosa in maniera galileiana, e cioè “provando e riprovando”. Tu provi a vedere se modificando il quadro orario, insegnando diversamente ecc. ottieni qualcosa che funzioni più, meno o uguale rispetto alla situazione esistente. Se funziona, va bene; se non funziona, si “riprova” la sperimentazione, cioè si archivia e si passa ad altro. So che è difficile valutare statisticamente l’efficacia di un corso di studio, ma non sta a me farlo. Comunque sia, a me è spesso capitato di insegnare in corsi “sperimentali”, ma non mi è mai capitato di sentire che un corso sperimentale sia stato “riprovato” e si sia detto: ok, ci abbiamo provato, ma è una boiata, non funziona, chiudiamo e sarà per la prossima volta. Perché non è mai capitato? Perché sulla bandiera italiana c’è scritto “tengo famiglia”. Non credo naturalmente che le motivazioni per questa semplificazione siano di alto tenore pedagogico; rientrano nella politica di tagli dei danti causa del Ministro (Brunetta e Tremonti), ma in questo caso l’effetto collaterale è positivo.

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Se ne sentiva la mancanza

Mercoledì 6 Dicembre 2006

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Esiste un software per cellulari che consente di condividere la propria posizione geografica in Rete.

Dipendenze

Domenica 12 Novembre 2006

addiction.jpg

Non scaricate StumbleUpon. E’ una droga.

Il codice Matura

Venerdì 23 Giugno 2006

asino.jpg

Tutti gli anni, da almeno un mese prima della maturità (pardon, “Esame di Stato”), inizia la caccia ai temi da parte degli studenti. Da almeno un paio d’anni, un mio collega del GCN, Marco d’Itri, piazza sul suo sito alcune tracce apocrife che gli passa un abilissimo falsario, Ciro Ascione alias Kuros, noto in Rete per la vicenda dell’Associazione Borromeo.

Ecco le tracce di quest’anno. Ovviamente, qualunque persona la cui testa non servisse solo a tenere separate le orecchie si accorgerebbe della burla, costruita in modo intelligente, e ci farebbe quattro risate. Spicca tra le tracce l’analisi del testo pascoliano La somarella di Giovannino, che naturalmente Pascoli non si è mai sognato di scrivere, e si capisce sùbito che non si tratta di un vero apocrifo, ma di una parodia (ce lo vedete Pascoli a scrivere “E Giovannino, cosa assai rara, le terga monta di una somara”?). L’operazione è goliardica, ma di per sé è molto intelligente. Le domande relative ai testi sono, ahimè, piuttosto realistiche e non ci stupiremmo di vederle davvero poste in sede di Esame di Stato.

Il problema è che, (è successo sia l’anno scorso, sia quest’anno), un numero congruo di studenti prende per buone queste anticipazioni), grazie anche alla sapiente tattica di fiancheggiamento che alcuni scafati veterani della Rete mettono discretamente in atto (nel mio piccolo, faccio quello che posso), e nei forum è tutto un fiorire di messaggi in SMS-codicefiscalese tipo “siete sicuri ke sn quelle vere? Grz, siete mtc!”, . Di contro, ci sono i colleghi e i maturandi che remano contro perché vogliono far vedere che loro hanno capìto tutto (ma va?) e mettono i bastoni fra le ruote citando l’ovvio (”ma dài, secondo me è tutto uno scherzo”; sono quelli che prima ti raccontano una barzelletta poi vogliono spiegartela). Infine, ci sono i giornalisti. Quest’anno ha abboccato Repubblica Online: un suo giornalista, che peraltro nel curriculum ha scritto di essersi laureato sui temi della Rete, c’è cascato come un pollo. Ha poi  corretto frettolosamente l’articolo, ma ci siamo fatti tutti una copia della versione originale in cui dava fra i temi papabili quello sulla somarella di Giovannino… E un’altra giornalista è stata così intelligente da andare a plagiargli l’articolo senza neppuire correggerlo (sapersi scegliere i compagni da cui copiare è fra le prime regole di sopravvivenza liceale).
Gli autori dello scherzo, peraltro, l’hanno organizzato bene. Sanno che il maturando medio non si sogna neppure di aprire un libro, posto che ne abbia uno in casa, ma è abituato da anni a fare “ricerchine” e “tesine” copiando e incollando dal primo sito internet che riesce a trovare; e nel caso che il maturando in questione andasse a cercarsi La somarella di Giovannino, e poi si lamentasse di non trovarla, a un certo punto gli hanno fatto un sito con l’analisi del testo già pronta: voilà. Vuoi vedere che, a furia di parlarne, un giorno ce la troviamo in un’antologia scolastica?

Comunque, tutta ’sta faccenda ricorda Il codice Da Vinci e le sue (”confutazioni”). Io sento in continuazione le lamentele di quelli che dicono che se il mondo va a rotoli è perché si fanno troppe cose umanistiche (corollario “che non servono a niente”) e si studiano poco le cose scientifiche. A me pare che il problema più grave che viviamo nel mondo moderno sia che la gente non sa più distinguere la realtà dalla letteratura, non ha idea di che diavolo sia un patto narrativo, non capisce più una parodia perché non conosce gli originali e non sa fare la differenza e quindi per forza ha bisogno di debunker, cioè di farsi spiegare le barzellette. Alla Fiera del Libro, c’erano bimbi di cinque-sei anni che chiedevano l’autografo a Geronimo Stilton, pensando che fosse vero. Se vogliamo che almeno a diciotto comincino a farsi venire dei dubbi, bisogna piazzare i liceali a leggere un romanzo la settimana per cinque anni, altro che formule di prostaferesi e circonferenze goniometriche, quelle le studi quando hai imparato a vivere nel mondo.
P. S.

Sono poi uscite le tracce vere. Queste alcune delle domande:

“Scese, s’inoltrò, vide, che tempi del verbo sono?”

“Cerca le forme dei verbi all’imperfetto”

“Spiega, anche con l’aiuto del dizionario, le parole proda, larva e simulacro”

Eh, vale la pena di studiare tredici anni, se poi si è in grado di rispondere a domanda così.

Fantagerarchie

Domenica 12 Settembre 2004

albero.gif

Idea per una gerarchia Usenet
autocreante.

Poniamo che si chiami self.
Fa tutto un bot, e si basa sulla classificazione Dewey.
All’inizio viene creato un unico gruppo. Gli utenti sono obbligati a
usare un tag numerico (o un’etichetta corrispondente) per i loro post,
scandito secondo centinaia:
[000] , [100], [200], [300] ecc. . I post senza tag vengono cancellati
in tempo reale.
A mano a mano che un argomento raggiunge una massa critica, per esempio
10 post al giorno, il bot crea automaticamente  un gruppo figlio
(per esempio, se ci sono 10 post al giorno con tag [400], crea
automaticamente il gruppo di linguistica.
Da quel momento, i post sul gruppo padre il cui tag inizi per 4 non
vengono più accettati; sul gruppo di linguistica, invece,
vengono cancellati in tempo reale tutti i tag che non iniziano con 4.
A questo punto, chi posta sul gruppo di linguistica dovrà usare
tag con risoluzione della decina. Se i [430] raggiungono i 10 al giorno
si crea automaticamente il gruppo di tedesco, e così via. Si
può arrivare a risoluzione infinita.

Sarebbe molto interessante vedere che conformazione prenderebbe una
gerarchia del genere.

Il più sudicio l’han fatto cuoco

Domenica 5 Settembre 2004

oroscopo.jpeg

Da qualche giorno sono il moderatore
del gruppo it.discussioni.astrologia.
E’ successo per caso: il moderatore in carica partiva per le ferie e mi
aveva chiesto di sostituirlo, era da un po’ che desiderava cedere il
testimone e al ritorno dalle ferie mi ha confermato in via definitiva.
La cosa mi fa un effetto un po’ strano, perché di norma il
moderatore di un gruppo ha competenze specifiche sull’argomento stesso
(per esempio, io modero it.cultura.classica,
e in effetti sono un filologo classico), anche se non è che sia
così indispensabile.
Il fatto più curioso, poi, è che io non “credo”
nell’astrologia; cioè: non è che pensi che sia falsa, ma
non penso neppure che sia vera: diciamo che la questione non è
fra le prime mille che mi stanno a cuore, e certamente non sono un
astrologo, anche se ai tempi del liceo avevo imparato a fare un tema
natale
anche a mano (però non lo so interpretare, se non con
un manuale sottomano), e  per contro ho occasionalmente
collaborato con il CICAP, per esempio quando è tornato di moda
il caso Rol,
ma sono personalmente anni luce lontano dallo scientismo  militante dei debunker “skeptik”, non ritengo che
l’”irrazionalità” sia ipso
facto un male, e mi piace che ciascuno desideri credere in
ciò che vuole senza che io pretenda di spiegargli come va il
mondo; non mi piacciono, naturalmente, le cose alla Wanna Marchi, ma
non piacciono neppure ai
poster del gruppo
, e dunque non starei a scomodare Voltaire. Mi fa
dunque piuttosto piacere che, pur consapevoli della mia posizione
anomala, persone come Enzo Barillà, Luciano Drusetta e Isabella
Aiello abbiano espresso attestati di stima, ricambiati, nei miei
confronti, e che Enzo in particolare  abbia avuto una tale fiducia
nei miei confronti da cedermi le chiavi di casa.

C’è Gposta per me

Domenica 5 Settembre 2004

gmail.gif

Dopo avere mancato per un pelo per
diversi mesi offerte di account Gmail,
finalmente sono riuscito ad accaparrarmi anch’io lo status symbol telematico del
momento. Credo ormai di essere fra gli ultimi, visto che le
offerte di inviti stanno assumendo caratteristiche di flooding in stile MLM e a questo
punto non si capisce perché Google non consenta di attivarsi
direttamente la propria casella.
Naturalmente, trenta secondi dopo avere attivato l’account ho avuto la sensazione che
probabilmente non lo userò mai: non è che mi piaccia
molto che tutta la mia corrispondenza sia visibile, monitorabile
(arrivano messaggi pubblicitari “mirati” rispetto al contenuto delle mail) e cancellabile a piacere, e
sono affezionato all’idea di averla in locale; d’altra parte, per
usarlo come repository, tanto
vale che usi lo spazio FTP che ho qua e là, che mi sembra
comunque un po’ meno in piazza.

Appunti sulla moderazione it.* 0,03

Venerdì 3 Settembre 2004

Ho aggiornato la pagina. Aggiunte sul concetto di Cavallo di Troia, sui litigi fra moderatori, sulla natura della firma dal punto di vista della moderazione. Inserito un indice di navigazione.