Tutto suo padre
Sabato 23 Luglio 2005
Eh, i bimbi, così vicini alla natura e ancora incorrotti
dalle nostre dipendenze tecnologiche; sopratutto mio
figlio.

Eh, i bimbi, così vicini alla natura e ancora incorrotti
dalle nostre dipendenze tecnologiche; sopratutto mio
figlio.

“It is the unknown we fear when we look upon death and darkness,
nothing more”
Albus Silente in Harry Potter and the
Half-Blood Prince
Nei giorni scorsi mi trovavo qui.
Giuro
però che non sono il
quinto uomo.

Non me ne può frega’ de meno. E’ normale?

“Tutto cominciò con un giorno di violenza”, dice Omero
nell’Iliade riscritta da Baricco”.
Stella
Cervasio, Repubblica.
Ho parecchie firme in giro per Usenet; ogni tanto le cambio, prendendo spunto da qualche cosa curiosa che sento in giro. Trovo che, messe in firma, le parole acquistino spesso interessanti “effetti di senso” serendipitici. Ho deciso che le archivierò qui.

Hanno ragione Elio e le Storie Tese: il cartello
esiste. Non è possibile che uno sta due giorni in casa, poi
esce e tutti sono vestiti di arancione.


location:
coda in banca
protagonista:
anziano condòmino, voce a duecento decibel
deuteragonista:
giovane condòmina, inutilmente a caccia di un pretesto per
defilarsi
“Allora,
eh, l’ha visto il nuovo tetto?”
“Beh,
sì, non è male”
“Come,
non è male? E’ di lamiera! Era meglio con i coppi!!
“Sì,
ma i coppi non si potevano mettere: avrebbero dovuto modificare tutte
le pendenze…”
“E’
orribile, E’ orribile!”
“Vabbe’,
comunque il tetto non è che sia una cosa granché
visibile, in centro città”
“Come
no! Dall’alto si vede! Si vede!”
“Dall’alto
dove?”
“Dalla
Mole!”
“Boh,
dalla
Mole intanto non si capisce
neanche che quella è casa nostra, e poi certo non si capisce
se il tetto è di coppi o di lamiera”
“Se
uno ha un bel binocolo, sì!”
Commento di Esopo: la favola mostra che, se il condòmino
vuole rompere i coglioni, un appiglio lo trova.