C’era una volta la lotta di classe
Domenica 17 Settembre 2006
Ho scoperto adesso che, se si va sul sito de L’Unità , la maggior parte dei banner caricati viene dal Sole 24 ore.

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Il Dizionario De Mauro online ha un paio di funzioni divertenti: una è quella che visualizza i lemmi non trovati, cioè quando qualcuno ha cercato una parola nel database e non ce l’ha trovata. Accanto a un po’ di rumore (”sono finocchio”, “Faco rulez”, “Forza Brescia”, ecc.), che si potrebbe probabilmente ridurre richiedendo l’introduzione manuale di un codice, è possibile rinvenire i più comuni strafalcioni grammaticali degli Italiani (daccordo, misogeno, esaudiente) ma anche parole che effettivamente meritano di essere incluse in una edizione nuova del dizionario (per esempio “perplimere”, “proattivo” (bleah), “paragnosta” (un po’ fuori moda), ecc.).
La seconda funzione interessante è la classifica dei lemmi più cercati. Per esempio, al terzo posto si trova “aggiotaggio”, e lo capisco: una parola non comune che è salita alla ribalta con le vicende dei furbetti del quartierino, quindi uno apre il dizionario e va a vedere che vuol dire. Posso anche capire che subito dopo ci siano “cazzo” e “figa”: al ginnasio passavamo ore a cercare le parolacce sul Rocci. Ma quello che non capisco, tenendo presente che a) Il dizionario in questione è monoligua e per lo più il fruitore e italiano e b) Il dizionario in questione è per l’appunto un dizionario e non un’enciclopedia è:
In base a quele mistero la parola che gli italiani cercano più spesso sul dizionario è “gatto”?

La sorella della ragazza ritrovata dopo una scomparsa di otto anni: “Sono felice; ora sono in vacanza; non so quando tornerò per vederla“