Archivio di Novembre 2006

In treno si lavora tranquilli

Mercoledì 29 Novembre 2006

In viaggio in Eurostar da Venezia a Milano.

A Mestre una addetta della Doxa mi ha preintervistato annunciandomi che mi telefoneranno nei prossimi giorni per avere un’opinione su questo viaggio. Ho accettato, a dire il vero non vedo l’ora.

A Desenzano, mi pare, una addetta del consorzio bancario PattiChiari mi ha distribuito un questionario su come vorrei che fosse la mia banca ideale (in sintesi: vorrei che non mi rompesse i coglioni in treno).

A Brescia, la Voce Stentorea ha annunciato che sul treno ci sono dei volontari di Telethon (per i quali, come gli affezionati lettori sanno, nutro una spiccata predilezione) e che fra poco passeranno a raccogliere delle offerte.

Dài che fra poco si arriva a Milano (con 15 minuti di ritardo, dice la Voce Stentorea).

Cheap accomodations

Martedì 28 Novembre 2006

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Idee budget per un soggiorno a Venezia:

Cipriani, suite Palladio, 8300 euri/notte; Gritti Palace, suite Hemingway, 4200;  Danieli, suite del Doge, 3650; The Westin Excelsior Venice Lido Resort, 3500.

Se siete proprio morti di fame, Ca’ Pisani, 550; Locanda Charming House DD 724 Hotel, 420.

(fonte: Leggo)

Castigat ridendo mores

Lunedì 27 Novembre 2006

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Ho sempre avuto il grosso problema di disegnare né meglio né peggio di quando facevo all’asilo; ma oggi, grazie a questo generatore di fumetti, posso finalmente esprimere, a proposito delle dimissioni del Presidente Cossiga (che peraltro, satira a parte, mi è assai simpatico), tutta la mia (poca) creatività.

Chiamatemi Mazzarò

Sabato 25 Novembre 2006

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Oggi sono andato a fare la spesa al Conad (qualche anno fa, quando c’era “Cuore”, un incipit così sarebbe finito sùbito nella rubrica “Chi se ne frega”). Ad attendermi al varco del girello-passaggio carrello c’erano ben tre quarterback della “Colletta alimentare“, pronti a placcarmi con la domanda retoricamente impostata:

“Oh, Lei non prende il sacchetto della Colletta?” (sottotesto: non sarai così stronzo da non offrire neanche una scatoletta di tonno)
All’uscita, deposito carrelli, ce n’erano altri tre in posizione di placcaggio:

“Oh, vuole contribuire alla Colletta alimentare?” (sottotesto: allora, ’sta scatoletta di tonno?)
Io: “No, mi dispiace”.

Sottotesto:

1) Sì, un po’ stronzo lo sono.

2) Allorché non lo sono, seguo la massima di quello là a proposito dei sepolcri imbiancati.

3) Non ho ben capìto perché dovete raccogliere merci e non potete direttamente dare dei soldi alla gente, come non ho mai capìto le madame della collina che magari sono avvocati stimati e si mettono per tre ore davanti alle chiese a vendere le torte fatte con le loro manine per i poveri della parrocchia, mentre potrebbero vantaggiosamente devolvere ai poveri medesimi i proventi di tre ore di attività professionale (o almeno pagarci le tasse). Vi pregherei di notare peraltro che con i soldi di una scatoletta di tonno al Conad potete comprare una balena liofilizzata all’ingrosso (vedi post scriptum).
4) Non ho capìto come si deve fare per accedere alla distribuzione della cuccagna, avendone bisogno. Il vostro manifestino non dice dove finiscono le cose che io dovrei darvi e non ho voglia di ingaggiare Tom Ponzi per saperlo.
5) Non ho capìto se il supermercato dove sto comprando rinuncia al guadagno sulla parte della spesa che io compro infilandola nel sacchetto giallo; in caso negativo, di fare beneficenza al CONAD sinceramente ho poca intenzione.

6) Non sopporto quelli che cercano di manipolarmi (a proposito, questo è un bel libro)

7) In particolare, non sopporto le manipolazioni sostenute mediaticamente, da Telethon a Trenta ore per il Tricheco.

8) Non sopporto né gli insegnanti che passano nelle classi interrompendo le lezioni a chiedere “allora, ci sono dei volontari per la tale iniziativa benefica?” né gli allievi che chiedono “quanti crediti dà?”.
9) Mi avete rotto voi, Telethon suddetta, quelli che “scusa posso farti una domanda?”, quelli che “buongiorno, siamo del Gas, per risparmiare sulla bolletta”, quelli che “hai qualcosa contro gli ex-tossicodipendenti”, quelli che ti mandano la mail per aiutare il bambino leucemico morto quindici anni fa, quelli che mandano avanti l’appello, quelli dell’adozione a distanza con meno di un caffè al giorno, quelli che il caffè deve essere equo e solidale ma tanto io non lo bevo più perché i soldi li metto nell’adozione a distanza.

Basta. sto maturando la convinzione che se tutti torneremo a farci ufficialmente i cazzi nostri, e quando ci sarà però da non girare la testa dall’altra parte quando menano un autistico, quando uno sul tram grida aiuto, quando un amico ne ha bisogno, lo faremo, il mondo sarà migliore. Credo che questa esplosione di solidarietà mediatica serva solo a coprire un vuoto desolante e ipocrita che si insegna fin dalla scuola elementare; credo inoltre che determini una sorta di funzione catartica per cui aumenta e si gonfia a dismisura in modo direttamente proporzionale alla perdita di solidarietà vera, appagando in modo artificiale e illusorio la necessità che abbiamo di sentirci buoni in modo del tutto virtuale, come una sorta di paradiso artificiale del senso etico, un po’ come accade a quelli che passano più tempo su Second Life che nella vita reale. e che solo l’egoismo sia in grado di salvare l’umanità e ristabilire la decenza. Dalle cose che scrivo si vede forse che per me Gaber è stato come un padre, ma posso anche chiudere del collaudato Verga. Roba mia, roba mia, vientene mia con me.

P. S. Al Conad ho comprato due pacchetti di pannolini, uno yogurt, un litro di latte, mezzo chilo di pasta. 21 euro.

P. P. S. Alla fine non mi sono comprato il tonno; se qualcuno ha una scatoletta che gli cresce…

P. P. P. S. Dalla black list escludo: a) i marocchini davanti all’Università, che sono seri professionisti dotati di molta ironia, e lo spettacolo va pagato; b) qualche anziano barbone alla stazione, perché mi fanno pena dal giorno che ho visto buttare fuori a metà dicembre una vecchietta dalla sala d’aspetto della Stazione. Lì intervengo anche se non sollecitato, e non me ne frega niente se poi quando il barbone suddetto muore a volte gli trovano il materasso imbottito di verdoni. L’importante è che sono io che ho deciso di dargli i soldi e non qualche società per azioni della bontà e del senso di colpa.

Più veloce della luce

Giovedì 23 Novembre 2006

Una caratteristica delle nuove Ferrovie dello Stato è l’annuncio stentoreo del Comandante, come sull’aereo; un’innovazione che, diciamolo, ci mancava. Oggi la voce del Capotreno è riecheggiata sui vagoni dell’Eurostar:

Si avvisano i signori viaggiatori che fra pochi minuti arriveremo alla stazione di Milano Centrale.

Eravamo tra Mestre e Santa Lucia.

Nuova categoria: Trenitaglia

Martedì 21 Novembre 2006

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Quando il Presidente delle Ferrovie dello Stato dice cose come bisogna aumentare le nostre tariffe perché sono la metà del resto dell’Europa, al sottoscritto, che annalmente macina in treno una quantità di chilometri almeno pari alla circonferenza terrestre, un brividino viene (non è che adesso vorrà adeguarsi all’Europa?); Naturalmente, l’affermazione del dott. Cipolletta sottintende che gli standard delle Ferrovie italiane siano i medesimi del resto d’Europa, il che può giustificare gli adeguamenti (vogliamo magari pagare del costo dei voli nazionali? Adeguiamo anche quelli?), perché invece, supponendo una qualità al 40%, le tariffe si possono consderare eque.

Perciò inauguro una nova categoria, Trenitaglia, con cui, in modo un po’ pedante e noioso, annoterò tutte le volte che mi salta una coincidenza, arrivo in ritardo , viaggio in piedi, bla bla. L’idea è che leggere l’elenco tutto assieme faccia un bell’effetto.

Piano dell’Offerta Formativa

Martedì 14 Novembre 2006

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Dal POF della scuola che Repubblica indica come teatro della vicenda del disabile pestato con la complicità di un’intera classe (peccato che abbiano tolto il video da Google; si poteva montare in sovraimpressione):
“La lezione in classe si integra con l’esperienza diretta”.

“Una formazione dei nostri studenti che non sia né astratta, né semplice addestramento, ma formazione della personalità, educazione del cittadino”.
“Educazione alla cittadinanza democratica di un individuo cosciente dei propri diritti e doveri”.

“Attenzione ai bisogni individuali degli studenti, ai problemi del recupero, dell’eccellenza e del diversamente abile, anche con l’attivazione di percorsi personalizzati” .

E tutto ISO 9001, mica cazzi.

Dipendenze

Domenica 12 Novembre 2006

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Non scaricate StumbleUpon. E’ una droga.

Di lotta e di governo

Sabato 4 Novembre 2006

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Oggi il Governo andrà in piazza per protestare contro il Governo.

A momenti facevo l’interprete

Venerdì 3 Novembre 2006

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Una mia amica avvocato ieri ha detto che nei giorni scorsi stava per telefonarmi per motivi professionali. La polizia aveva infatti fermato un tizio con aria da barbone e l’aveva portato in questura. Il problema era che il tizio parlava romeno, e in quel momento non c’era l’interprete diponibile. L’unica altra lingua che il tizio parlava era il latino…